Perché si dice andare in Brodo di Giuggiole? Se siete un po’ curiosi continuate a leggere.
Andiamo alla scoperta dei Colli Euganei in provincia di Padova, colline di origine vulcanica con una particolare forma conica, ricchi di pittoreschi paesaggi, sorgenti termali e tesori tutti da scoprire e assaporare.
I fenomeni vulcanici hanno lasciato un’eredità geologica davvero importante creando una biodiversità sia faunistica che botanica grazie per la quale per tutelare questa ricchezza nel 1989 è stato istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei.

Terra ricca di sorgenti termali grazie alla sua particolare conformazione e famosa per essere il bacino termale più grande d’Europa.
I Colli Euganei, oltre a essere culla di pregiati vini, sono ricchi di siti archeologici, antichi castelli e abbazie, città medievali e storiche ville venete in stile palladiano. Luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita sembra rallentare.

Il clima mediterraneo e la posizione collinare rendono queste colline una zona vocata per la viticoltura, in particolare troviamo vitigni come il Moscato e il Serprino accanto al Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.
La vera chicca è il Moscato Giallo da cui si ottiene il pregiato vino Fior d’Arancio Colli Euganei DOCG. Questo vino dalle caratteristiche uniche conquista per le sue note agrumate e fruttate di pesca, banana, ananas e di miele. Esiste in tre tipologie: spumante, passito e la versione ferma denominata semplicemente Fior d’ Arancio.

Ma non possiamo dimenticare il Serprino, localmente chiamato il “Prosecco dei Colli Euganei”, uno dei vini più rappresentativi dei Colli Euganei.
L’impronta dell’origine vulcanica dei Colli Euganei nei suoi vini è inequivocabile: longevità, pienezza e mineralità sono riscontrabili quasi come un’impronta per chi assaggia i vini.

Addentrandosi nel territorio del Colli Euganei non può mancare una sosta ad Arquà Petrarca, annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia.


Arquà Petrarca è un incantevole borgo medievale che prende il nome dal poeta e scrittore Francesco Petrarca che qui scelse di vivere gli ultimi anni della sua vita.

Oltre ad essere famoso per la casa museo di Francesco Petrarca il borgo è famoso per un’originale bevanda, un’unicità veneta: Il Brodo di Giuggiole.
Concedersi una passeggiata nel borgo è d’obbligo, oltre alle caratteristiche vie, ai monumenti si possono ammirare distese di alberi di giuggiole e melograni.


Grazie al clima mediterraneo e alla straordinaria biodiversità che caratterizza i Colli Euganei, la pianta di giuggiola trova in queste zone un ambiente perfetto, tanto che è diffusa sia come pianta ornamentale che per essere utilizzata in cucina.
Ed è proprio in questo borgo che si potrà andare letteralmente in Brodo di Giuggiole!

Ma quanti di voi hanno assaggiato le giuggiole?
La giuggiola è un frutto che matura tra settembre e ottobre, di forma ovoidale con buccia sottile e liscia di colore rosso scuro tendente al marrone. Il sapore dolce e leggermente acidulo ricorda quello della mela.
È un frutto abbastanza raro dato che la produzione è circoscritta all’ambito familiare, ma ad Arquà Petrarca ne troviamo in abbondanza.
La pianta di giuggiole è di origine asiatica, fu importata in Italia dai Romani e poi diffusa dai Veneziani che ne amavano il dolce nettare tanto da dare vita all’espressione “Andare in Brodo di Giuggiole” che significa “Essere molto Felice”.
Ed ecco svelato il significato di Andare in Brodo di Giuggiole!
Le giuggiole si possono consumare fresche appena raccolte, si possono essiccare o conservare sotto spirito, si possono preparare confetture e sciroppi, farcire dolci e biscotti oppure sotto forma di liquore, conosciuto come “brodo di giuggiole”.

Ogni anno ad Arquà, le prime due domeniche di ottobre si celebra la festa delle giuggiole, una manifestazione che prevede stand di giuggiole e prodotti tipici per le vie del paese, rievocazioni medievali ed esibizioni di artisti di strada.
Chi passa ad Arquà Petrarca non può non fermarsi per una degustazione di Brodo di Giuggiole o per un aperitivo a base di Brodo di Giuggiole.
Il Brodo di Giuggiole è un liquore ottenuto dopo una lunga macerazione di un infuso di giuggiole mature, mele cotogne, buccia di limone, uva, melograno e altri frutti.
Di colore rosso, dal gusto dolce e a bassa gradazione alcolica, la ricetta è “segreta” e ne esistono numerose varianti casalinghe. È un ottimo digestivo da gustare a fine pasto.
Nel centro di Arquà Petrarca si potranno degustare tantissimi prodotti a base di giuggiola: confetture, sciroppi, la giuggiola sotto spirito, cioccolatini, biscotti e soprattutto il Brodo di Giuggiole!
Tappa obbligata la storica Enoteca da Loris dove Laura mi ha accolta nella sua cantina e mi ha fatto scoprire tutto il mondo delle giuggiole: dal frutto al brodo di giuggiole, senza tralasciare biscotti, confeture e cioccolatini, pensate fanno anche una birra con le giuggiole! Delle vere prelibatezze.



E per concludere un ottimo aperitivo presso l’Enoteca di Arquà con il famoso Spritz euganeo quello con la giuggiola!
La particolarità di questo Spritz è l’utilizzo di ingredienti che parlano di territorio, è infatti preparato con Moscato Fior d’Arancio Docg e l’aggiunta di una giuggiola sotto grappa.

Beh che dite siete andati in Brodo di Giuggiole? Io si!